Negozi d’abbigliamento nei centri storici, cosa è cambiato???

Mi piace di più il Centro Città Moderno e Cosmopolita o “La cara, vecchia cittadina Italiana??

La città ed in particolare il suo centro storico per motivi economici, sociali, demografici e culturali sta cambiando. Oggi anche a causa d’influenze esterne come le MODE, di qualsiasi genere, che influiscono a livello generale, anche nell’architettura ma soprattutto sull’aspetto esteriore di VIE, VIALI e CORSI che sono la linfa di ogni centro abitato.

Attività Economiche e Demografia.

Le nostre care e tanto invidiate Città Italiane, non importa se grandi o piccole, si presentano di anno in anno sempre più impersonali ed asettiche. Si, qui si tratta di un vero mix di evoluzione ed estinzione, tanto che si delineano cambiamenti impensabili.

Ad esempio in zone centralissime di vere è proprie Capitali o Città comunque di Fama Mondiale, si cominciano a notare Vetrine di ex negozi con cartelli come AFFITTASI (nel migliore dei casi) o VENDESI, oppure NUOVE ATTIVITA’ che in passato sarebbero state relegate in vie secondarie o traverse e vicoli.

Hotel, B&b ristorantini od altri piccoli esempi di locali dedicati al mondo del Food o Beverage si offrono a clienti e turisti, che affollano le nostre CITY, dove un tempo era un susseguirsi, di negozi d’abbigliamento storici, oppure di attività artigianali.

Prendiamo ad esempio tre città di dimensioni e retaggio totalmente differenti:

Bologna

Montebelluna

Reggio Calabria

(scelte non casuali, ma dettate da motivazioni sentimentali di chi vi scrive)

Poste in zone dell’Italia diverse, con problematiche differenti e sopratutto Demograficamente agli antipodi, presentano le medesime EVOLUZIONI

(io le definirei INVOLUZIONI).

a) Sono presenti a macchia di leopardo i FRANCHISING ed in particolari le solite Grandi Catene, di tutti i settori e generi come Piazza Italia o Stradivarius. Purtroppo tutti caratterizzati dalla bassa qualità del prodotto proposto .

b) Le città sono più interessate ad attrarre turismo di massa, piuttosto che puntare sui consumatori locali.

c) I Comuni in questione, Hanno una Storia Commerciale molto antica e sono in stagnazione economica a livelli diversi, ma comunque in difficoltà.

1)Bologna e i suoi portici 

Partiamo da Viale Indipendenza che dal 1890 è stato sempre la via dello shopping di questa città, città che dalla creazione dello snodo ferroviario più importante del Nord Italia, ha guadagnato di anno in anno importanza e quindi ricchezza, che porta a consumi ed attività nel terziario in espansione.

Negozi d’abbigliamento sotto i portici di Bologna.

La nostra Bologna ha vissuto anni di prosperità, sia dovuta alle sue Industrie, sia ai sevizi alle Università e perché no all’immigrazione. La zona dei Portici e la su citata via Indipendenza hanno espresso il fior fiore delle merci, delle tradizioni artigianali, come antiquariato od abbigliamento sartoriale, mentre oggi vedono un susseguirsi di negozi Low Cost, di mono marche medio basse e negozi d’arredamento, che potreste trovare in qualsiasi centro commerciale di svariate provincie.

L’Artigianato, tranne che nelle sue forme d’eccellenza, ha lasciato il passo a mille negozietti che vendono cineserie, cancellando secoli di tradizione in virtù di margini maggiori e minor sacrificio..

Bologna ed i suoi Portici hanno semplicemente smesso di distinguersi e brillare.

Franchising e venditori ambulanti hanno preso il posto di negozi di alta qualità ma sopratutto dell’artigianato locale.

2) Montebelluna

Cittadina che ha visto Nascere Brand delle calzature e dello sci del calibro di Geox e Diadora ha vissuto anni d’opulenza, che si manifestava anche nelle sue vie principali, oltre agli innumerevoli spacci aziendali, Factory ed Outlet, ha visto boutique, con marchi importanti lasciare il passo od invecchiare a tal punto dall’essere sostituiti dai soliti marchi come Golden Point, Calzedonia ed altre banalità che puntano solo a distruggere la concorrenza locale, cavalcando la Pubblicità e facendo scempio dei pochi consumi rimasti.

L’ unica particolarità di questo territorio, a livello commerciale rimangono le Aziende sparse nei dintorni, che Offrono le loro mercanzie in veri è propri spazi espositivi che garantiscono i prodotti con piccoli difetti a prezzi super convenienti, Think Pink, Diadora, Replay, Lotto molti Marchi di arredamento di qualità.. si possono acquistare con facilità.

Concludiamo Parlando di:

3) Reggio Calabria

La Mia Città che potenzialmente, almeno per Bellezza Naturale, Scorci, Spiagge e Storia e Cultura potrebbe Attrarre fiumi di Turisti, ripopolando di giovani, questo territorio in continuo abbandono.

Il centro storico, con il Corso Garibaldi posizionato sopra il kilometro più bello d’italia (ossia la nostra Via Marina, secondo il Poeta D’Annunzio), soddisfa i gusti di tutti, sono ancora presenti negozi di tutti i livelli (anche se il livello medio alto, sta lasciando il passo alle attività di massa) .

I Negozi per sopravvivere, offrono merceologia sempre più bassa, perdendo personalità, le grandi catene occupano le migliori location, ma a tendere sono sempre più presenti locali sfitti, anche centralissimi..

Lasciamo a voi la risposta al quesito in calce, Ma noi sicuramente .. preferivamo i Centri Storici con mille luci, attività variegate e la possibilità di fare acquisti in negozi che dimostravano personalità, non come i Centri Storici attuali, che già in prima serata sono deserte e senza segni di vita.

Mai come oggi sarebbe necessario che le amministrazioni locali e non, ponessero un sostegno, in maniera da evitare lo spopolamento e la chiusura dei negozi di proprietà di piccoli Imprenditori, che coraggiosamente affrontano crisi e i sempre più diffusi acquisti online, che rendono, più chiuso il cittadino e tolgono il gusto della passeggiata e dello “struscio” che per anni sono state le cornici dei nostri fine settimana in centro.

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